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Avatar di Fabio Vomiero

Sul fatto che la scienza sia oggi abbastanza tritata e ritritata sono completamente d'accordo. Sarei invece più prudentemente "scettico" riguardo l'analisi del "chimico scettico" il quale si concentra, secondo me in modo un po' troppo grossolano, su alcuni aspetti della scienza stessa, in particolare la comunicazione scientifica e la competenza delle discipline e degli scienziati (persone). Credo che questo sia un tema estremamente importante perchè di fatto non riguarda soltanto la scienza, ma soprattutto la percezione che poi ha l'opinione pubblica della scienza stessa. Mi piacerebbe soffermarmi di più su questi aspetti e magari un giorno lo farò, ma per ora mi limito a porre soltanto alcune domande per invitare alla riflessione. Ma davvero uno scienziato (persona) può essere giudicato in base ad una svista sul concetto di molecola (a parte il fatto che Burioni non piace nemmeno a me)? Ma davvero uno scienziato (persona) può essere ancora giudicato in base al suo tipo di Laurea? Siamo sicuri che questa (secondo me molto relativa) idea della parcellizzazione e iperspecializzazione dei saperi sia ancora il modo più giusto di guardare al mondo? E se non è il Biologo, allora chi dovrebbe conoscere meglio di lui i fondamenti della microbiologia e dell'epidemiologia applicata? E' più importante per uno scienziato (persona) essere di fatto un chimico, un fisico, un matematico, un biologo di formazione, o magari tutto il suo bagaglio culturale, la sua esperienza e i suoi studi teorici e applicativi successivi? E' più importante quello che uno è in base ad un titolo di studio o piuttosto in base a quello che poi effettivamente dice e fa? La medicina è una vera scienza, oppure è semplicemente un'attività tecnica ed empirica che si serve dei saperi delle altre scienze vere per costruire cure per i pazienti? E infine, che cosa è veramente scienza e cosa invece non lo è?

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Assolutamente, procediamo.